DOCUMENTO POLITICO
"PATTO PER LO SVILUPPO
NEL SETTORE DELLO SPETTACOLO"
Gli obiettivi del
"Forum dello Spettacolo"
Roma, 13 Dicembre 1999

Premessa

Con il "Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione" firmato a Palazzo Chigi il 22 dicembre 1998, l’Italia ha dato avvio alla "fase due" della legislatura e dell’azione di governo.

I risultati raggiunti con il risanamento economico e con l’avvio dell’Euro, hanno permesso di superare i ritardi e le inerzie della fase precedente, dando impulso all’obiettivo di realizzare il salto di qualità necessario per assicurare al Paese sviluppo, lavoro, modernizzazione.

Su questi temi il governo ha stretto un Patto con il Paese, individuando assieme alle forze sociali obiettivi, strumenti e modalità per restituire competitività al sistema Italia: avviare una programmazione responsabile degli investimenti pubblici, ridurre il costo del lavoro, e gli oneri fiscali e contributivi che gravano su di esso, offrire nuove risorse alla formazione scolastica e permanente, promuovere la rinascita del Mezzogiorno.

Molto apprezzata è stata la scelta di allargare, per la prima volta, a nuovi soggetti sociali la politica di concertazione. E’ stato coinvolto il più ampio numero di rappresentanti delle forze produttive, ascoltando le istanze della piccola e media impresa e di lavoro autonomo, insieme al sistema delle autonomie locali e regionali e, in ultimo, è stato sottoposto all’esame e all’approvazione del Parlamento.

In particolare nel punto 9) dell’allegato n° 3 del Patto, sono stati peraltro evidenziati alcuni degli elementi propri del settore quando si affronta il capitolo della "Formazione e beni culturali", che testualmente afferma:

"Il settore dei beni culturali rappresenta una grossa opportunità di sviluppo e di occupazione e costituisce una risorsa con potenzialità ancora poco sfruttate.

Una politica dell’occupazione efficace deve tener conto della necessità di sviluppare figure professionali avanzate in grado di operare all’interno o a sostegno di istituzioni o aziende per progettare o attuare politiche di management culturale (gestione del patrimonio, grandi eventi, itinerari turistici) o iniziative di marketing legate ai beni culturali, in grado di comunicare e di promuovere il patrimonio culturale locale.

E’ pertanto necessario valorizzare questo settore dell’offerta formativa e favorire l’incontro tra domanda e offerta a livello locale con la destinazione di adeguate risorse: innanzitutto attraverso i meccanismi di co-finanziamento regionale del FESR e l’inserimento di questi obiettivi nei patti di sviluppo locale."

A questo proposito, vogliamo sottolineare, che l’articolo 1 del disegno di legge che disciplina le attività musicali, approvato a luglio in Commissione Cultura del Senato, afferma un principio caro al legislatore che ben si collega al Patto:

"In campo musicale La musica, quale mezzo di espressione artistica e di promozione culturale, costituisce, in tutti i suoi generi e manifestazioni, ivi compresa la musica popolare contemporanea, aspetto fondamentale della cultura nazionale ed é bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona umana."

Questo importante concetto viene, inoltre, evidenziato anche nel disegno di legge che disciplina le attività teatrali, che ribadisce:

"Il teatro, quale mezzo di espressione artistica e di promozione culturale, costituisce aspetto fondamentale della cultura e dell'identità nazionale nonché delle culture e delle identità locali ed ha un insostituibile valore sociale e formativo."

Esistono, quindi, i presupposti perché si creino i luoghi e gli strumenti opportuni perché il comparto dello Spettacolo Popolare Contemporaneo possa finalmente affrontare i suoi molteplici problemi.

Pertanto, per affrontare le problematiche aperte, le associazioni di categoria del settore dello spettacolo, hanno deciso, il 13 ottobre scorso, di realizzare la costituzione del "Forum dello Spettacolo" che, al momento, vede la presenza di 27 associazioni in rappresentanza delle forze imprenditoriali più rappresentative di questo comparto.

Nel settore vivono di spettacolo oltre 5 milioni di persone ogni settimana (Attività teatrali, Lirica, Balletti, Concerti di danza, Concerti di musica classica, Operetta, Rivista e commedia musicale, Concerti di musica leggera e altri concerti, Cinema, Discoteche, Locali da ballo, Parchi divertimenti, ecc.), mentre ne occupa in pianta stabile circa 200.000.

Nel comparto dello spettacolo vengono venduti ogni anno (dati SIAE 1998) 30.832.235 biglietti, per 125.371 rappresentazioni, che contribuiscono a realizzare un volume di affari annuo pari a oltre 7.830 miliardi (A questo volume occorre aggiungere tutte le spese che normalmente sono connesse allo spettacolo: Service, Sarte, Discografia, Radio e Televisione, Falegnami, Fotografi, Gestori e dipendenti di locali pubblici, Strumenti musicali, Centri di formazione musicale, Centri culturali, ecc..).

Questi sintetici elementi di quadro, permettono di delineare un identikit che meglio di ogni altra considerazione aiuta a comprendere le possibilità di espansione del comparto, in un’ottica di rilancio e modernizzazione d’impresa e con indubitabili ricadute positive in termini di nuova occupazione.

Partendo da questo assunto, riteniamo giunto il momento che il Governo e il Parlamento intervengano nel settore, dove esistono ancora notevoli appesantimenti burocratici generati da una selva di norme che, in molti casi, risalgono ad oltre mezzo secolo. Tale situazione produce oneri improduttivi e insopportabili che impediscono al comparto di esprimere in modo più adeguato la propria iniziativa imprenditoriale, ed al Paese di avere spettacoli di migliore qualità artistica e tecnica.

Ad avviso del Forum dello Spettacolo si rende, pertanto, indispensabile l’apertura di un "tavolo" di concertazione da parte del Governo, che si ponga il compito di monitorare le difficoltà in cui si trova ad operare il settore, con lo scopo di ripercorrere il ciclo virtuoso attivato con il "Patto Sociale" siglato il 22 dicembre 1998.

Con quest’iniziativa, il Forum dello Spettacolo, si propone di perseguire il modello e le procedure messi in atto dal Patto Sociale con l’obiettivo di rendere stabile e continuo il confronto con il Governo.

Il tavolo di concertazione deve servire a produrre procedure e indirizzi che dovranno essere indicati nel Protocollo d’intesa che, auspichiamo di conseguire entro la fine del 1999, dove venga sottolineata la necessità di definire, nella continuità e nel rispetto delle prerogative e dei diritti costituzionalmente garantiti, una fase di concertazione finalizzata a raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico e di crescita occupazionale attraverso:

  • una politica dei redditi orientata alla promozione dell’occupazione e all’allargamento della base produttiva nel settore dello spettacolo, mediante azioni di intervento coerenti a tutti i livelli di governo (nazionale, regionale, locale);
  • un rafforzamento della concertazione ed un assetto delle regole che assicuri l’autonomia e la responsabilità alle parti sociali rappresentative del comparto dello spettacolo, nonché garantisca meccanismi procedurali certi e trasparenti negli adempimenti in essere;

Il Forum dello Spettacolo è convinto della necessità di una strategia integrata tra politiche macroeconomiche, politiche del mercato del lavoro, politiche dell’occupazione, sulla scorta di ciò che è avvenuto in occasione del Patto Sociale. Afferma, altresì, l’impegno ad operare per favorire l’obiettivo di contenimento dell’inflazione.

La riduzione della disoccupazione e la promozione dell’occupazione sono possibili solo in presenza di sane politiche che permettano una crescita non inflazionistica capace di ampliare le opportunità di lavoro. Su questo fronte, auspichiamo che l’impegno del Governo prosegua nel rispetto degli obiettivi d’inflazione programmata, da riferirsi ai livelli medi dei paesi dell’Euro.

Il Forum dello Spettacolo ritiene indispensabile un’azione di concertazione anche a livello comunitario in modo da rendere armoniche le normative di settore e favorire quindi condizioni ottimali che permettano agli operatori del settore di essere più efficienti e competitivi.

Nell’esprimere il proprio apprezzamento per l’azione virtuosa innescata, il Forum dello Spettacolo, sollecita il Governo, a proseguire nella direzione dell’ammodernamento, della semplificazione e dell’innovazione organizzativa dell’attività delle pubbliche amministrazioni.

In particolare, il Governo deve imprimere una forte accelerazione al lavoro di predisposizione dei regolamenti di semplificazione di procedimenti amministrativi già autorizzati e creare una struttura dedicata per la delegificazione, la semplificazione e la valutazione dell’impatto della regolamentazione nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, da istituire presso la Presidenza del Consiglio.

Di seguito articoliamo le problematiche che attualmente sono all’attenzione del settore dello spettacolo:

  • Il disegno di legge n° 755 sulla "Disciplina Generale delle Attività Musicali", approvato dalla Commissione Cultura del Senato a fine luglio 1999, attualmente in attesa di essere approvato in aula ma non ancora calendarizzato, prima di essere trasmesso alla Camera dei Deputati.
  • Il disegno di legge n° 4176 sulla "Disciplina Generale dell’Attività Teatrale" approvato dalla Camera dei Deputati nel mese di luglio scorso.
  • Il disegno di legge relativo alle "Modifiche e integrazioni delle leggi in materia di diritto d’autore" e l’annunciata proposta di legge (o decreto legislativo del Governo) sulla riforma della SIAE.
  • Le problematiche legate all’Enpals, relativamente alle contribuzioni, la certificazione di agibilità, i problemi legati alle fondazioni e gli enti lirici. Nell’ambito del Fondo Speciale dello Spettacolo (ENPALS o INPS) prevedere la costituzione di un regime specifico per il lavoro dei musicisti, degli attori, ecc., caratterizzato da intermittenza.
  • Il superamento del collocamento dello spettacolo, e la creazione di strumenti che siano più aderenti alle esigenze ed alla realtà del settore dello spettacolo dal vivo.
  • Attivare azioni che permettano la riduzione dei costi per le utenze Enel dedicate allo spettacolo e per le forniture di combustibile per il riscaldamento dei locali adibiti agli spettacoli di intrattenimento.
  • Il "pacchetto" sui problemi fiscali, che veda una semplificazione degli adempimenti, la riduzione delle aliquote I.V.A. sui supporti musicali, gli strumenti musicali e gli spettacoli, la riduzione dei costi di affissione e l’inquadramento fiscale per chi opera nel settore.
  • Individuare nuovi indirizzi che permettano di stabilire dei rapporti contrattuali tra gli artisti e le imprese all’interno di un quadro di regole condiviso, supportato da nuove normative.
  • Consentire la creazione di un soggetto arbitrale nazionale e territoriale, da realizzare all’interno del Forum dello Spettacolo, che contribuisca a superare le controversie che possono aversi nel settore tra i diversi soggetti economici.

Su queste problematiche, il Forum dello Spettacolo, si propone l’obiettivo di ottenere un tavolo di concertazione con il Governo, al fine di affrontare e risolvere alcuni dei numerosi problemi del settore negli ultimi 500 giorni della legislatura.

Tale obiettivo è finalizzato anche all’esigenza di avere un indispensabile coordinamento tra i numerosi ministeri competenti per lo spettacolo (Beni Culturali, Interni, Ambiente, Finanze, Lavori Pubblici, Lavoro, Grazia e Giustizia e Comunicazioni).

In estrema sintesi i campi d’intervento possono essere individuati nella seguente articolazione:

  • Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che esprime numerose competenze circa le problematiche che insistono nel settore. In questo ambito una funzione non trascurabile dovrebbe essere assolta dal Dipartimento dello Spettacolo.
  • Il Ministero del Lavoro per le problematiche legate al collocamento dello spettacolo ed alla previdenza.
  • Il Ministero della Pubblica Istruzione per il perfezionamento delle modalità di un più ampio ingresso della cultura e della pratica musicale nelle scuole.
  • Il Ministero di Grazia e Giustizia per le questioni che investono lo "status" giuridico degli artisti e degli agenti di spettacolo.
  • Il Ministero delle Finanze per la rimodulazione dei parametri fiscali sulla scorta di ciò che è già avvenuto nel settore del cinema; il Regolamento della musica dal vivo; la riduzione dell’IVA; i costi sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
  • Il Ministero degli Interni per il decreto ministeriale sui luoghi di intrattenimento; il decreto ministeriale sull’utilizzo degli impianti sportivi, revisione delle norme relative all’utilizzo dei Vigili del Fuoco nei locali da ballo.
  • Il Ministero dell’Ambiente per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani; per l’inquinamento acustico.
  • Il Ministero dell’Industria per la crisi del settore discografico dovuta alle nuove tecnologie informatiche e Internet che, con la pirateria, alimenta anche la criminalità organizzata; le problematiche legate alle affissioni; la riduzione dei costi per le forniture di energia elettrica e dei combustibili per il riscaldamento utilizzati nei luoghi di intrattenimento; inquadramento del settore spettacolo presso il registro imprese delle Camere di Commercio.
  • Il Ministero degli Affari Sociali per le problematiche di pertinenza dei luoghi d’intrattenimento.
  • Il Ministero delle Comunicazioni per affrontare il problema della mancata regolamentazione della strumentazione di settore.
  • L’ANCI per indire una Conferenza Stato-Regioni che aiuti il superamento degli appesantimenti burocratici.
  • Infine, la Presidenza del Consiglio, che dovrebbe attivare un "Tavolo di monitoraggio" per la verifica degli impegni che scaturiranno dall’auspicato Protocollo d’Intesa relativo al comparto dello spettacolo e un "Coordinamento interministeriale" in grado di elaborare tutte le esigenze del settore e promuovere soluzioni regolamentari e normative.

In attesa di una legge quadro che porti veramente una boccata d’ossigeno a tutto il settore dello spettacolo e della comunicazione, si richiede una manovra legislativa urgente che, se attuata, è in grado di conseguire i seguenti benefici effetti:

  • 30.000 nuovi posti di lavoro nel comparto della musica leggera;
  • la messa in regola di oltre 150.000 operatori del settore che attualmente agiscono per lo più in "nero";
  • il rilancio della musica italiana attraverso l’organizzazione di oltre 18.000 concerti alla settimana;
  • l’inversione della tendenza che fino ad oggi ha fatto registrare una notevole "emorragia" di valuta verso l’estero in diritti d’autore;
  • la rapida abolizione del "caporalato" più o meno clandestino attraverso la regolamentazione, la legittimazione ed il completo riconoscimento (come già avvenuto all’estero) delle agenzie teatrali o di spettacolo in grado di dare allo Stato concrete garanzie di serietà, professionalità e rettitudine a tutela del pubblico;
  • rafforzamento e rilancio di tutto il settore imprenditoriale che potrà esprimere adeguatamente le sue potenzialità.